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MArio passerini (1931 - 2020)

Non occorrono tante pagine per giustificare l’intitolazione di una sala a Mario Passerini.

Credo, anzi ne sono certo, che possano bastare alcuni punti fermi.

In sintesi, le motivazioni per candidare Mario Passerini a un significativo ricordo pubblico possono essere ricondotte a tre.

La prima, che sarebbe errato sottovalutare o dare per scontata, è il suo impegno nello studio, a partire dalla fanciullezza, che lo porterà a diventare un professionista autorevole e stimato.

La seconda è il fatto di aver dedicato tutto il suo tempo libero (e non si pensi a un’esagerazione!) a un’attività di promozione sociale e culturale, diffondendo l’amore per la musica, in particolare la musica corale. Riuscendo a coinvolgere, nel corso di decenni, centinaia di morbegnesi. Un’attività culturale, il canto corale, che riuscità a far conoscere la nostra città ben oltre i confini regionali. Basterebbe, per questo, ricordare l’amicizia consolidata in anni di scambi con i Cantori di Perugia.

Terza motivazione e, di certo, non la minore. Mario Passerini ha voluto raccogliere in un libro di oltre trecento pagine la storia della Morbegno del XX secolo. Una carrellata unica che racconta lo sviluppo della nostra città, illuminando volta a volta i quartieri, le piazze, le vie, senza trascurare il racconto delle tradizioni. Ma, qualcuno potrebbe chiedersi, ha ancora un senso ricordare queste tradizioni? Non è magari roba da vecchi, nostalgia di persone avanti con gli anni? Un paese senza memoria, una comunità che non custodisce con amore le sue tradizioni e i suoi ricordi è destinata a morire. Le nostre tradizioni sono le nostre radici. Senza radici anche le piante muoiono. E poi conoscere e far conoscere il passato (come si viveva, cosa si sognava, in cosa si credeva) resta fondamentale nella nostra vita. Solo così si può vivere a fondo, con più consapevolezza, il nostro presente. Ecco la ragione di fondo del grande valore di questa bella testimonianza scritta da Mario Passerini. Al di là, naturalmente della ricchezza di notizie storiche, soprattutto in campo urbanistico.

Mario Passerini nasce a Morbegno il 30 aprile 1931.

Tornando alla prima motivazione. Mario Passerini potrà essere additato come esempio alle future generazioni perché, con la sua vita semplice, retta e impegnata mostrerà ai giovani come con l’impegno, la passione e lo studio continuo si possano raggiungere traguardi importanti.

Diventa geometra al “De Simoni” nel 1950.

Dirige l’Ufficio Tecnico del Comune di Morbegno dal marzo del 1954 (lo conserverà fino al 31 agosto 1990, 36 anni)

Il primo traguardo è quello professionale. Mario Passerini si è diplomato geometra, acquisendo con uno studio quotidiano e severo una gran quantità di competenze e conoscenze che gli permetteranno per quasi quarant’anni di dirigere l’Ufficio Tecnico Comunale, un ufficio importantissimo nello sviluppo urbanistico della nostra città. Lo studio e l’aggiornamento continuo, la conseguente padronanza degli strumenti urbanistici gli hanno permesso di colloquiare con ingeneri e architetti senza alcun complesso di inferiorità.

E ancor oggi viene ricordato come un funzionario esemplare e integerrimo. Sempre pronto tra l’altro a fornire una utile spiegazione o un preciso parere ai colleghi dei comuni più piccoli che si rivolgevano a lui.

Per quanto concerne la seconda motivazione. Rifacciamoci ad alcune date sicure. E’ l’autunno del 1958. Proprio in quell’anno, e in quella stagione, nasce la Corale di Morbegno, la “Marco Enrico Bossi”, dal nome di un organista e compositore conosciuto in tutto il mondo. Basti pensare che il Bossi morirà all’improvviso su un piroscafo, al ritorno di un viaggio trionfale di concerti negli Stati Uniti d’America. Ma, torniamo al 1958. L’ottobre di quell’anno segna la morte di un grande papa, Pio XII. Ma segna soprattutto la nomina a sommo pontefice di Giovanni XXIII. Un uomo all’apparenza pacioso e conciliante, ma in realtà un gigante con le idee chiare, un vulcano attivo. Starà sul soglio di Pietro per soli cinque anni, ma, come un ciclone, porterà una vera e propria rivoluzione nella vita della chiesa. E’ lui che decide – e quanta sofferenza, quanti nemici troverà, nella chiesa stessa, con questa decisione – è lui che decide che la chiesa ha bisogno di un grande rinnovamento. E lo realizzerà con il Concilio ecumenico vaticano II. Certo, erano già parecchi anni che si cantava nelle nostre chiese. Ma una corale unica, con maschi e femmine, che cantassero insieme, restava un miraggio. Gli ordini che provenivano dalla gerarchia erano, in questo caso, severissimi. Uomini da una parte e donne dall’altra. Bisogna quindi attendere il fatidico anno 1958. Solo in quell’anno la futura Corale Marco Enrico Bossi diventa realtà. Nasce dalla fusione delle voci maschili (i tenori e i bassi) della “Cantoria parrocchiale” con le voci femminili (soprani e contralti). Ebbene, Mario Passerini sarà un fondatore della Corale “Marco Enrico Bossi”. E quanta strada ha percorso da allora. Quanti coristi e quante coriste l’hanno fatta vivere e cantare. Una corale che, per mezzo secolo, è stata diretta, con polso fermo e con granitica passione da Mario Passerini. La Corale Marco Enrico Bossi aveva mosso i primi passi per rendere più solenni, più imponenti, più maestose le celebrazioni in San Giovanni. E poi, a poco a poco, ma senza mai fermarsi, si è tuffata in una apprezzata attività di concerti. Un’attività coronata da un’esecuzione nella Basilica di S. Pietro in Vaticano nel 2008. Va senza dubbio citato il ”gemellaggio di canto corale” con i “Cantori di Perugia”. Una fratellanza musicale che ha portato la Corale Bossi a esibirsi più volte nella bella città umbra e ha portato più volte i “Cantori di Perugia” con la loro musica vocale ad allietare i morbegnesi.

Tutta questa attività è stata documentata da Mario Passerini in un volume di 227 pagine, “Il canto corale a Morbegno”, pubblicato nel 2011.

Ma, come ricordato sopra, Mario Passerini “ha bene meritato” dalla sua città anche per un lavoro prezioso e, oggi, indispensabile per chiunque voglia conoscere la storia della Morbegno del Novecento. Ecco, si tratta del suo libro. “La Morbegno nel sec. XX (1900): (da Borgo a Città e una … finestra sul passato)”. Un piccolo scrigno da aprire con cura, traboccante di date e di fatti. Questa può essere l’occasione per presentarlo, almeno sommariamente. Un volume ricco anche di utili illustrazioni: 18 cartine o documenti e ben 224 immagini (cartoline o fotografie). 

Ecco, Mario Passerini, lo storico capo dell’Ufficio tecnico comunale – ha lavorato lì per ben trentasei anni – ha lasciato ai morbegnesi un testo corposo, sono ben 301 le pagine. Mario l’ha dedicato alla sua compagna di tutta una vita, Adele. Come ho già detto, le pagine sono 301, le immagini (molte cartoline e altrettante fotografie) sono quasi 250. Il tutto è suddiviso in trentatré capitoli. E ogni capitolo è una vera miniera per chi abita a Morbegno. Le scoperte sono tante. C’è l’elenco di tutti i sindaci, dall’unità d’Italia in poi, con un occhio di riguardo per i “suoi” sindaci (quelli che Mario si è trovato accanto dal 1954 al 1990, gli anni del suo lavoro in municipio); anzi, di questi ultimi ha voluto mettere anche una fotografia. Le vie, le piazze, le strade di Morbegno sono descritte con precisione. Troviamo elencate tutte le fontane e i lavatoi di un tempo, uno per uno. Il percorso della roggia delle Seriole (qualcuno di voi l’avrà pur vista, altri ne avranno sentito parlare in casa) non avrà più segreti. Per non parlare degli edifici, che ci troviamo davanti ogni giorno. Adesso verremo a sapere chi li ha progettati e in che anno sono stati costruiti. E poi i campi sportivi, i giochi delle bocce, la fognatura, gli acquedotti …e il vivo capitolo sulla drammatica alluvione del 1987.Anche le frazioni trovano qui il loro spazio. Sapremo con esattezza perché il comune di Campovico, nel 1938, diventa una frazione di Morbegno. 

Comunque, lo ricordo, i capitoli sono trentatré. Quindi c’è tanto pane da mettere sotto i denti, soprattutto per chi vuol conoscere meglio questa nostra città. E, dulcis in fundo, Mario ha dedicato i capitoli finali ai personaggi della Morbegno di un tempo e alle tradizioni, quasi tutte scomparse. Ebbene, anche soltanto queste pagine vi permetteranno di “godere” questo nuovo libro. La parte dialettale, poi, è stata supervisionata da Stefano Ruffoni, il numero uno del settore. 

Mario Passerini, comunque, testimonia i grandi cambiamenti avvenuti a Morbegno negli anni Sessanta. Quando alcune zone che, fino alla conclusione della II guerra mondiale, erano periferiche acquistano all’improvviso una centralità; cioè da periferia, diventano centro di Morbegno. Ebbene, la nostra piazza S. Antonio (che un tempo si chiamava piazza Vittorio Emanuele II) segnava la periferia est di Morbegno. Ma fermiamoci un attimo a osservare alcuni di questi cambiamenti. Partiamo da Nord:

nel 1962 nasce il condominio Stelvio, una presenza enorme. Nasconde per sempre un maestoso e solenne edificio (quello che fino al 1962 era il primo incontro che avveniva per il viaggiatore appena uscito dalla stazione ferroviaria). Il palazzo scolastico creato dall’ingegno di Luigi Buzzetti, inaugurato nel 1929. Averne di ingegneri come lui …

sempre nel 1962, andiamo in quella che era la piazza Roma. Tre anni più tardi, nel 1965, diventerà piazza Enea Mattei, Qui, si slanciano in due verso l’alto, quasi a gara con il condominio Stelvio: addio alle case Cornaggia-Rabbiosi ed ecco che si impongono i due condomìni Roma e Cappuccini. Addio vasto orizzonte che si godeva fino ad allora, verso Ovest, verso il lago. 

infine, la nostra piazza S. Antonio, appena qui fuori.

nel 1962, anno fatale, nasce un altro degli altissimi palazzi, il condominio Sant’Antonio, quello sopra la Tavernetta, nell’angolo tra via Garibaldi e via Vanoni

mentre nel 1988 sorge l’edificio, a sud della piazza, quello che ospita il liceo scientifico

e possiamo concludere questa breve passeggiata, ricordando il condominio, appena a est della piazza sant’Antonio, quello che fa angolo tra via Morelli e via Damiani, il condominio Mattei.

Ecco, chi avrà voglia di sfogliare e di consultare il volume di Mario Passerini troverà una documentazione che mostra con chiarezza com’era una parte di Morbegno prima (prima della metà degli anni Cinquanta) e dopo. E ciascuno potrà trarre, consapevolmente, le proprie considerazioni

In conclusione: questo libro non è soltanto una specie di nuova carta d’identità urbanistica della nostra Morbegno. Contiene anche brani che possono oggi strapparci un sorriso e che, soprattutto per i morbegnesi che hanno una certa età, ricordano persone e luoghi e nomi di luogo conosciuti e oggi scomparsi.

E Mario Passerini è preciso nel segnalare la cronologia dei “grandi edifici” della Morbegno nel dopoguerra:

1954: inizia la costruzione del condominio Bordoni-Gerosa (progettista: ing Enrico Tirinzoni) e del condominio di Fanchi Francesco [incrocio attuale tra via beato Andrea] (prog.: geom. Ennio Gadola). Son questi i primi due edifici realizzati lungo la futura via Vanoni

1957: condominio Centrale [in via Ambrosetti. sul terreno dell’oratorio maschile, a sud del cinema Iris)]. Prog.: ing. Enrico Tirinzoni)

1957 nuova sede della Banca Piccolo Credito Valtellinese (prog.: ing. Enrico Tirinzoni) [angolo fra piazza Roma e viale Ambrosetti]

1957: condominio Melzi in via Vanoni (prog.: arch. Luigi Caccia Dominioni)

1959: condominio Mattei (prog: ing. Capitanio. committente Sandra Bruni) [all’incrocio tra via Morelli e via Damiani]

1960: condominio Serenella (prog.: geom Ennio Gadola e arch. Musicò) [in via Rivolta, sull’area dello stabilimento Bernasconi]

1961: condominio Galbusera [angolo via Margna/via Vanoni] (prog.: geom. Andrea Ruggeri)

1962: condominio Stelvio (prog.: ing. Bernardo Fenoglio di Sanremo). Il condominio più alto di Morbegno, con i suoi 7 e 9 piani.

1962: condominio S. Antonio [fra la via Vanoni e la via Garibaldi] (prog.: arch. Roberto Romegialli)

1962: condominio Roma, nell’allora piazza Roma (oggi Mattei). (prog.. arch. Roberto Romegialli])

Con queste tre motivazioni proponiamo l’intitolazione a Mario Passerini di un’aula storica nel Convento di S. Antonio:

impegno eccezionale nello studio e nell’aggiornamento costante, soprattutto nel terreno complesso e delicato dell’urbanistica, impegno che lo rende un esempio di integerrimo funzionario pubblico, esempio da proporre ai nostri giovani studenti

impegno straordinario per la valorizzazione e la diffusione del canto Corale, fondando e dirigendo per decenni (dal 1958 al 2009) la Corale Marco Enrico Bossi. Documentando tutta la sua attività musicale con il volume 21 dicembre 2011: presenta il suo libro “Il canto corale” (presentato nell’Auditorium il 21 dicembre del 2011

impegno lodevole per la conoscenza della storia moderna della cittòà di Morbegno con il libro “La Morbegno nel secolo XX”, presentato nell’Auditorium cittadino il 26 ottobre 2018

 

Il geometra Mario Passerini ci ha lasciato il mercoledì 18 marzo 2020.

ConosciMorbegno è un progetto realizzato dall’Amministrazione Comunale per promuovere la conoscenza storico-artistica della città. è realizzato in collaborazione con il Gruppo “Le nevi di un tempo” e l’Associazione Culturale Ad Fontes, a partire dalla guida Passeggiate a Morbegno (2009) di Evangelina Laini.
Integrazioni, approfondimenti e aggiornamenti si devono a: Evangelina Laini, Renzo Fallati, Mario Vergottini, Aldo Broggi, Savina Falcetti.
Traduzioni in inglese: Barbara Gerosa e Luciana Paniga.
Foto di Vincenzo Martegani e Sviloppo Creativo.
Adattamento per il web e coordinamento generale: Ilaria Carone.